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…ma sfortunatamente è qualcos’altro Diceva Giorgio Gaber in uno dei suoi capolavori: “Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro”. Oggi avviene il contrario credo che qualcuno può essere di sinistra, ma sfortunatamente è qualcos’altro. Sempre nella stessa canzone Gaber diceva “Qualcuno era comunista perché credeva di essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.” Nel finale di questa canzone Gaber diceva: “E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.” Per tantissimi il sogno si è rattrappito e per molti altri, penso a persone della mia età o poco più grandi, questo sogno non è mai esistito, perché le più grandi forze di centrosinistra sono state succube della destra, hanno rincorso i sogni individuali. E oggi quei movimenti che riescono ad intercettare la protesta e il disagio, non fanno altro che sviluppare la rabbia, penso alla Lega, all’IDV, ai grillini, senza sviluppare una speranza. Piuttosto che parlare di una società e di una socialità alternativa da costruire con il contributo del popolo, si sono concentrati sull’impotenza e hanno sostenuto le frustrazioni. Credo quindi che ci sia urgenza di una sinistra, l’urgenza dal punto di vista sociale, ambientale, di democrazia e anche un’urgenza dal |
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Domenica 21 febbraio dalle ore 9 alle ore 13 in piazza Pio XII a San Donaci La Fabbrica di Nichi organizza un banchetto per sensibilizzare i cittadini sul rischio dell’energia nucleare e sulle buone azioni delle Regione Puglia in materia di energie rinnovabili.La Regione Puglia ha scelto la modernità, il cambiamento del ciclo produttivo attraverso le energie rinnovabili che già oggi concorrono al fabbisogno energetico mondiale in misura molto maggiore ed a prezzi più contenuti del nucleare.Il Ministro Raffaele Fitto ha impugnato la legge della Regione Puglia che impedisce la costruzioni di centrali nucleari sul nostro territorio con il rischio così di trovarci in casa tale pericolo per la sicurezza e la salute.Difendiamo la Puglia migliore. COMUNICATO STAMPA LA FABBRICA DI NICHI SAN DONACI |
 Nella serata del 4 febbraio scorso, nella sala Walter Tobagi, si è tenuto il primo incontro volto alla costituzione della Fabbrica di Nichi, un nuovo laboratorio di idee, iniziative e progetti a sostegno della buona politica che ha contrassegnato l’esperienza governativa della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola. L’incontro è stata l’occasione per mettere attorno allo stesso tavolo persone che fanno riferimento al centro sinistra, a prescindere dall’appartenenza o meno a partiti e movimenti politici. Dopo un proficuo confronto sugli intenti della fabbrica, tutti gli operai all’unanimità si sono trovati d’accordo nel mettere da parte i personalismi e le appartenenze. E’ nata così anche a San Donaci la Fabbrica di Nichi con l’obiettivo prioritario, ma non esclusivo, di sostenere Nichi Vendola alle prossime elezioni regionali con il contributo diretto e non solo elettorale. L’assemblea aperta a tutti i cittadini che sentono la necessità di salvaguardare e proseguire nell’azione di cambiamento avviata cinque anni fa in Puglia, ha visto la partecipazione di numerosi giovani che con entusiasmo hanno manifestato la volontà di dar vita ad un nuovo esperimento di cittadinanza attiva teso a promuovere al più presto iniziative sul territorio in grado di far conoscere i risultati ottenuti dalla giunta Vendola nel campo delle politiche del lavoro, dell’immigrazione, dell’ambiente e delle politiche sociali (il risanamento delle condizioni di inquinamento a Taranto, internalizzazione dei lavoratori della sanità appaltati alle cooperative, il no secco al nucleare e alla privatizzazione dell’acquedotto pugliese e ancora i giovani al centro dello sviluppo economico e sociale della Puglia attraverso i progetti dei Bollenti Spiriti o dei Principi attivi). Nel corso dell’assemblea si è inoltre proceduto all’individuazione di due coordinatori, Valentina Pulli e Mino Gallo, ed è stato stabilito l’impegno di tutti a trovare il più presto possibile il luogo fisico che raccoglierà le bellissime energie della Fabbrica di Nichi. Nella speranza che diventi un laboratorio politico perenne la Fabbrica si augura di coinvolgere tutti coloro che sognano un futuro migliore e credono di poter contribuire alla realizzazione di questo sogno collettivo attraverso un modo nuovo, più libero e partecipato di vivere la politica in Puglia così come a San Donaci. La Fabbrica di Nichi San Donaci |
 In questa settimana il ministero dello sviluppo dovrà affrontare la crisi di numerose aziende (Omega, Alcoa, Fiat, Eridania, Merloni, Omsa ecc.). Nel frattempo la Cgil denuncia un aumento vertiginoso delle ore di cassa integrazione, un miliardo in 15 mesi se si somma la cassa integrazione ordinaria con quella straordinaria, e Confindustria segnala che il dato della disoccupazione va calcolato tenendo conto anche dei cassintegrati e quindi raggiunge il 10,1%, valore superiore alla media Europea. Questi dati non solo smentiscono l’ottimismo del Governo ma dicono che gli industriali italiani non credono sia possibile rioccupare gli attuali cassintegrati. Del resto il sistema produttivo Italiano era già debole per mancanza di politiche industriali nazionali e per la scelta di competere più sul costo del lavoro che sulla innovazione e la qualità dei prodotti, perciò subisce ora la crisi internazionale con minori capacità di reazione degli altri paesi Europei che almeno difendono le proprie imprese nel tentativo di contenere la perdita di posti di lavoro. l nostro Governo naviga a vista ed è incapace di cogliere la portata della crisi del modello di sviluppo basato sul consumismo e l’accumulazione finanziaria e sa solo immaginare opere faraoniche, come il ponte sullo stretto di Messina, o pericolose, come la costruzione di nuove centrali nucleari. Intanto le cronache quotidiane ci parlano di lavoratori che salgono sui tetti, fanno lo sciopero della fame e provano ad immaginare forme di lotta che attirino l’attenzione sulla loro condizione. Infatti la chiusura di imprese industriali, artigiane, commerciali piccole e grandi è così frequente da non costituire più notizia. Quando poi la perdita del posto di lavoro significa povertà, mancanza di prospettive e di dignità si può perdere ogni speranza, come è successo al giovane disoccupato di Bergamo che si è ucciso dandosi fuoco. Niente, più di questa morte, può testimoniare la devastazione sociale prodotta dalla mancanza di lavoro. Non c’è più tempo da perdere:è necessario proporre un piano organico di intervento che assuma tre impegni: la piena occupazione, il superamento del precariato, la restituzione di dignità al lavoro e ai lavoratori. Bisogna avere il coraggio di affermare che è possibile la piena occupazione se si difendono gli insediamenti produttivi usando la cassa integrazione come sostegno per la riconversione produttiva e non come anticamera del licenziamento, se si concedono incentivi solo alle imprese che mantengono occupazione, se si incentiva l’uso e la produzione di energie alternative, se si investe sulla prevenzione ambientale e la manutenzione del territorio, se si impegnano risorse per allargare il sistema dei servizi sociali e per qualificare la ricerca, l’educazione e la formazione. Bisogna avere il coraggio di dire che la precarietà del lavoro non è una necessità a fronte della competizione internazionale o della scarsità di risorse ma è piuttosto una delle cause della crisi economica perché produce dequalificazione del lavoro e riduzione dei redditi a scapito dell’innovazione e della domanda interna. Perciò è necessario contrastare il dilagare |
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L'annunciato decreto legislativo sui criteri per la localizzazione dei siti nucleari indica solo le compensazioni previste per enti locali, ma non le localizzazioni dei siti, quelle arriveranno ovviamente solo dopo le elezioni regionali! La Puglia (ed in particolare il brindisino) è una delle poche zone in Italia, per condizioni geomorfologiche e di rischio sismico, indicate come adatte ad accogliere impianti nucleari. Vogliamo ricordare anche che D'Alema non ha mai fatto mistero delle sue posizioni pro-nucleare, mentre l'UDC ha votato in Parlamento insieme a PdL e Lega Nord, a favore del ritorno del nucleare in Italia. E se tutto quello che sta succedendo nella sinistra pugliese, oltre alle mire di alcuni sulla privatizzazione dell'AQP, avesse a che fare anche con questo? L'unica voce netta e chiara contro il nucleare è venuta da Vendola e la sua giunta. Per questo vi invitiamo a riflettere su quanto sia cruciale ora partecipare a primarie ed elezioni regionali e su quanto sia più che mai necessario indicare ora con il proprio voto quale strada vogliamo intraprendere per il futuro della nostra Puglia! |
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 Governatore Vendola, il ministro Scajola sostiene che in materia energetica è giusto cambiare il Titolo V della Costituzione. La competenza per costruire una centrale nucleare deve essere esclusivamente statale, escludendo di fatto le regioni. Lei che ne pensa? «Penso che siamo al più brutale ritorno a un centralismo persino autoritario. In piena mutazione federalista, con tutto il corredo propagandistico che il centro destra ha usato per accompagnare il dibattito sul federalismo, il governo interviene con un decreto poi convertito in legge che prevarica le autonomie locali e gli enti territoriali. Un decreto che toglie la possibilità di avere il diritto di parola sulla localizzazione di quegli impianti a rischio di incidente rilevante come le centrali nucleari. Devo dire che c’è una coerenza del governo Berlusconi da questo punto di vista. Vogliono stringerci d’assedio, imponendoci il rigassificatore a Brindisi le piattaforme petrolifere a largo della nostra costa, il raddoppio degli impianti di raffinazione dell’Eni a Taranto». Tra le varie ipotesi di collocazione di una centrale nucleare è stato fatto anche il nome di Ostuni. Lei lo crede fattibile? «Non mi sembrerebbe strano. D’altronde le lobby nucleariste sono quelle che pensano veramente alla Puglia. Anche perché si può in qualche maniera ipotizzare, nel nucleare, l’unione tra il ciclo del civile e quello del militare. Vorrei ricordare che nel porto di Taranto stazionano sommergibili atomici». Secondo Scajola il nucleare porta lavoro. Ci può essere un ricatto occupazionale in tutta questa partita? «Non sono più in grado di utilizzare questo ricatto. In Puglia troveranno uno sbarramento di popolo, come in tanta parte d’Italia. Saremo una barriera umana che neppure i carri armati potranno bucare. Contro scelte che non solo contestiamo relativamente al nostro futuro ma anche al nostro passato. La Puglia è diventata la terra in cui si è aperta una questione su tutte le forme di inquinamento e dove abbiamo partorito risultati storici, come la legge anti diossine, che sta nella sua applicazione producendo risultati che sono strabilianti. In un anno l’emissione di questo veleno è passata da dieci nano grammi al metro cubo a un nano grammo al metro cubo». Voi dite «no» al nucleare a prescindere oppure ne fate solamente una questione di competenze? «Diciamo che non abbiano nessuna voglia di discutere. L’opzione nucleare è modernariato. Il premier va parlando a vanvera di nucleare sicuro che esiste soltanto negli spot pubblicitari ma non nella realtà. Poi diciamo «no» nella nostra regione anche perché per far funzionare una centrale serve una grande quantità di acqua che noi non abbiamo». Be’, avete il mare… «Appunto, il mare è la nostra energia alternativa. E poi vorrei ricordare che non ci devono toccare sulle questioni energetiche perché non dobbiamo dare ma ricevere. La Puglia esporta l’87% dell’energia che produce. Siamo i primi produttori di solare ed eolico in Italia. Oggi siamo nella condizione di chi deve essere risarcito, di chi deve vedere la propria bolletta elettrica ridotta in maniera consistente visto il nostro contributo al fabbisogno energetico nazionale e visto i prezzi che |
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Sinistra Ecologia Libertà aderisce e parteciperà ai presidi in difesa della Costituzione indetti per il 30 gennaio dal Movimento Viola.Invitiamo alla più ampia presenza ai presidi coloro hanno a cuore la Carta del 1948, perché la ritengono fondamento costitutivo della Repubblica e tutela della libertà, della democrazia e dello stato di diritto del nostro Paese. Aderiamo a questa iniziativa non come atto formale ma con la profonda convinzione che intorno alla Costituzione si giochi oggi una partita decisiva: quella della lunga e contraddittoria transizione italiana, che ha come sbocco il passaggio, ormai in atto da tempo, dalla Repubblica democratica a un regime senza democrazia, con tratti fortemente autoritari e definitivamente sottratto ai vincoli della divisione dei poteri, al principio dell’eguaglianza di fronte alla legge e all’esercizio di controllo esercitato dagli istituti di garanzia costituzionale, a cominciare dalla Corte costituzionale. Per questo diciamo con chiarezza che la democrazia costituzionale italiana è a rischio, sotto la pressione della parte più rilevante dell’attuale maggioranza che preme per una svolta autoritaria. Lo svuotamento di ruolo e potere del Parlamento è sotto gli occhi di tutti, l’attacco alla magistratura è quotidiano, la ricerca di soluzioni ai vari problemi istituzionali, che la maggioranza dice di voler affrontare per il bene del Paese, parla soltanto di interessi personali del capo del Governo e di ulteriori slittamenti verso la cancellazione dei capisaldi costituzionali che sono alla base della Repubblica italiana. Le ragioni della Costituzione sono le ragioni di Sinistra Ecologia e Libertà. La difesa della Costituzione è uno dei nostri impegni fondamentali. I presidi del 30 gennaio sono un appuntamento democratico per tutti, tutte noi. Segreteria Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà |
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«Ma se “D’Alema accompagna Boccia a ogni iniziativa, io con chi le devo fare le primarie, con D’Alema o con Boccia?». Nichi Vendola ha appena saputo che il Pd accetta il confronto come lui aveva sempre chiesto. «E’ già una prima vittoria, le primarie sono l’unico strumento che consente di superare le difficoltà e i rischi di crisi della coalizione di centrosinistra – dice il presidente uscente – ci riportano tutti al rapporto tra buona politica e democrazia». COME RISPONDI A CHI TI ACCUSA DI PER¬SONALISMO O DI POPULISMO? Costruire una connessione sentimentale con il popolo è il contrario del populismo. Ma perché dicono che la mia è una scelta personale? C’è un Sud alla deriva e la Puglia sta facendo la differenza. C’è un’amministrazione innovativa, e in una situazione di difficoltà generate siamo diventati un caso europeo per le politiche ambientali, giovanili ed energetiche. Questo è il tema. SOSTIENI DI RICEVERE CRITICHE CHE PRESCINDONO DALLE SCELTE CONCRETE? Ma scusa, nell’Italia di Rosarno noi abbiamo fatto un accordo con Medici senza frontiere per andare nelle campagne dei caporali e trasformarle in terre di accoglienza. Abbiamo varato il pacchetto anticrisi regionale più robusto di tutti; 800 milioni di euro. Che io faccia una politica personalistica è falso. Non si parla di questo ma di Vendola, che va sacrificato per fare un accordo nazionale con Casini. Ma se fosse vero allora il Pd dovrebbe spiegare perché nel Lazio ha candidato Emma Bonino. ANCHE D’ALEMA TI HA CRITICATO MOLTO MA NON PER IL MERITO DELLE TUE SCELTE. Perché il punto è l’affabulazione tra grandi leader, che parlano tra loro di accordi dai contenuti sempre misteriosi. Una parte del centrosinistra sta facendo errori clamorosi. La destra è la crisi, il «berlusconismo» mostra le prime crepe con i settori moderati della società. E’ in crisi il sentire cattolico per l’epopea dì villa Certosa, ma è in crisi anche un diffuso sentimento civile per l’assalto eversivo agli equilibri istituzionali. Sintetizzare tutti questi problemi sull’accordo o no con l’Udc significa avere un progetto politico privo di respiro nazionale e idee chiare. E siccome vivo al Sud so che qualunque coalizione senza baricentro programmatico può avere un’evoluzione trasformistica. PENSI CHE SI VOLESSE CANCELLARE LA SINISTRA SOTTRAENDOLA CON L’UDC? L’unico dato politico rilevante finora è che una sinistra fuori dal Pd, autonoma, privagli tabù, aperta al confronto, viene accettata ad una sola condizione: il suicidio preventivo. SI DICE CHE FINO ALL’ULTIMO TI SONO STATE FATTE PROPOSTE DECENTI E INDECENTI PERCHÉ TU TI RITIRASSI, È VERO? Ci sono state le une e le altre. Ma mi fermo per non alimentare polemiche. D’ALEMA TI HA CHIESTO DI INDICARE TU UN «TERZO UOMO» CHE CONVINCA L’UDC. CHE RISPONDI? I diversivi non mi interessano. Io la faccia l’ho messa sempre, vivo la politica con generosità. Chiedo un atteggiamento rispettoso. E’ incredibile che un uomo della levatura di D’Alema insista con una polemica che ha i tratti dell’accanimento e della volgarità. LE PRIMARIE SONO TRA SETTE GIORNI. ALMENO UNO SLOGAN CE L’HAI? Farò una campagna elettorale tutta sulla mia «solitudine», sull’isolamento dal palazzo. TEMI BROGLI ELETTORALI? Non posso nemmeno immaginare un’ipotesi del genere. Qualunque tentativo di inquinare un processo democratico come le primarie si ritorcerebbe fatalmente contro chi l’avrebbe avviato. BOCCIA E’ PRESENTATO COME IL CANDIDATO DELL’ALLARGAMENTO. TU SARESTI II VECCHIO CENTROSINISTRA CHE NON C’È PIÙ. Ma chi allarga cosa? Il mio allargamento sono il volontariato, le associazioni, i lavoratori. Spesso il candidato che piace a tutti è anche il più incolore. In Puglia io ho già vinto contro questa idea della politica, che in fondo è quella del bipolarismo. Su questo la sfida con D’Alema è la stessa di cinque anni fa. Ho l’impressione che i suoi pregiudizi ideologici siano più forti della realtà. Il Pd le primarie su di me le ha fette al congresso, Blasi, Emiliano e Minervini (i candidati alla segreteria regionale) sostenevano la mia candidatura. DAL 25 GENNAIO CHE RELAZIONE IMMAGINI D I AVERE CON BOCCIA? Finora il suo stile di dialogo con me ha sconfinato nella diffamazione e nella ricerca della rissa. Mi impongo un codice di autoregolamentazione unilaterale. Gli ho risposto a qualunque domanda sul mio governo. Non ho replicato a insolenze e superbie. Se cambia il suo stile possiamo discutere. Ma facciamolo sulle cose concrete. Cosa pensa Boccia del rigassificatore di Brindisi? Del raddoppio delle raffinerie Eni a Taranto? Delle centrali nucleari in Puglia? Della piattaforma petrolifera al largo della costa di Monopoli? SE VINCERAI LE ELEZIONI COSA CAMBIERÀ PER I PROSSIMI CINQUE ANNI? Intanto non saremo assediati dai problemi dei rifiuti e dell’acqua, su cui siamo passati dal Medio Evo alla modernità, il primo tempo del governo pugliese è stato soprattutto costruire un profilo di programmazione socio-economica. Abbiamo cambiato la storia della Puglia. Oggi abbiamo la migliore protezione civile d’Italia. Prima non c’era niente. La gente moriva negli incendi sul Gargano. Ma la «rivoluzione gentile» deve continuare anche nella sanità… …ECCO, NON TUTTO HA FUNZIONATO. TEMI LE INCHIESTE SULLA TUA GIUNTA? Non temo nulla, il controllo della legalità è un valore fondante della democrazia. Mi sono ribellato alle strumentalizzazioni politiche-mediatiche di indagini in cui io non c’entro nulla e alle quali ho reagito con la massima durezza. Non c’è nessuna giunta d’Italia azzerata per un semplice avviso di garanzia. SEI LEADER DI UN PARTITO. COSA DICE LA TUA VICENDA AL RESTO DELLA SINISTRA.? Abbiamo il dovere di uscire dalla politica claustrofobica. Le risse del passato vanno riconsiderate con spirito critico. Ritroviamo il filo rosso del dialogo e dell’unità a sinistra. Federazione della sinistra, Verdi, socialisti, Idv, radicali, proviamo a confrontarci sulla crisi italiana e mondiale. Senza sinistra scompare il lavoro come soggetto della politica. Se per contrastare Berlusconi si pensa di imboscare la sinistra o dì farla sui-cidare, temo che il «berlusconismo» sarà egemone ancora per molti anni. |
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